Zia Mame – Patrick Dennis

Ripesco dai meandri del mio pc una vecchia recensione di un libro che ho adorato.

Se siete tristi, delusi dalla vostra famiglia, bisognosi di reale e pura distrazione, allora leggete Zia Mame di Patrick Dennis. Senza lasciarvi spaventare dalla casa editrice che lo pubblica, Adelphi, baluardo della serietà e qualità (per me quindi una garanzia!). Un libro uscito nel 1955 negli Usa e pubblicato nel 2009. È stato indubbiamente il libro dell’estate e ancora padroneggia in tutte le classifiche, diventando un caso editoriale.

Il piccolo Patrick rimane orfano. Unica possibilità per il padre è affidarlo a sua sorella Mame e la vita del piccolo da questo incontro ne uscirà completamente stravolta.
Allergica ai conformismi, decisa a far impazzire il tutore legale di Patrick con le sue idee strampalate di educazione, Mame è una persona completamente fuori dall’ordinario. Donna single in una società dove la cosa era ancora poco accettata, artista, ballerina, viaggiatrice.
Donna dalle mille idee, donna dai mille amori e dalle mille disgrazie. Così come dalle mille stravaganze e dalle inaspettate generosità. Dalla festa a tema giapponese, alla notte in cui rischia di essere beccata nel campus universitario del nipote… con un suo compagno. Esilarante è il capitolo dell’affidamento in cui zia Mame è presa dalla frenesia di essere genitore.
Nella bandella del libro si fa un accenno alla cara, dolce, amabile Mary Poppins e al fatto che questo personaggio ne sia l’alternativa americana. Se non è proprio l’alternativa, è evidente che Zia Mame è una Mary Poppins spregiudicata, che canta poco e agisce ancor di più.
Zia Mame è la zia che tutti vorremmo avere e che, in fondo, scavando tra i ricordi delle nostre famiglie, scopriremo di  aver sempre avuto. Zia Mame è il personaggio dello spirito libero, l’ingenuità e la stravaganza nascosta in ognuno di noi di fronte alle piccole grandi responsabilità.
Patrick Dennis (pseudonimo di Edward Everett Tanner III) si conferma scrittore d’eccellenza del secondo dopoguerra americano e a noi non resta che ringraziare Adelphi per averci permesso di leggere questa perla di allegria e letteratura.

 

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