Una più uno (The One Plus One) – Jojo Moyes

Una più uno

La recensione di Una più uno di Jojo Moyes è uscita originariamente su www.i-libri.com.

In Una più uno di Jojo Moyes, Jess è una madre single, ha due lavori che non molla mai, cerca sempre di far in modo che per i suoi figli le cose vadano bene e che non sentano il peso di tutte le difficoltà in cui vivono. Ed è un ‘genio informatico’ che per un clamoroso errore di giudizio si ritrova a doversi nascondere per un po’, rifuggendo la sua vecchia benestante vita a Londra. Tanzie, figlia di Jess, è una bambina speciale, brillante con i numeri, che fatica a inserirsi nella società. Nicky, figliastro di Jess (che ha deciso di prendersi cura di lui nonostante la separazione dal marito), è un teenager alle prese con tutti i problemi dell’età, sommati al carico emotivo del non essere stato voluto dai propri genitori.

Queste quattro persone, per una serie di eventi che, come dico sempre, non vi racconto perché il libro va letto, si ritrovano a passare un bel po’ di tempo insieme, diretti verso una città della Scozia, dove Tanzie deve partecipare alle Olimpiadi di matematica (unica speranza per lei di entrare in una scuola adatta alle sue capacità).
Nonostante la diffidenza di Jess, lo snobismo di Ed, il mal d’auto di Tanzie e un cane puzzolente, l’avventura trasforma queste persone in una famiglia, in una tribù. Inconsapevolmente. E in tutte le famiglie, di sangue o meno, siamo sempre uno più uno, no? Si accettano i difetti, si diventa materasso per attutire la caduta di un altro, ci si aiuta. Si dorme in macchina se si deve, si aiuta un ragazzino a vendicarsi dei bulli che lo tormentano, anche se è illegale, si corre come i pazzi in una città sconosciuta alla ricerca di un paio di occhiali nuovi per permettere a una ragazzina, che sostanzialmente è un’estranea, di realizzare il proprio sogno. Si accetta l’orgoglio dell’altro, si condividono le umiliazioni. E si scoprono i tradimenti. Per poi capire che ci sono tradimenti e tradimenti. E quindi – perché famiglia è famiglia, e amore è amore – si perdonano.

Ho avuto la fortuna di leggere questo libro in lingua originale, col titolo The One Plus One, e l’ho letto tutto d’un fiato, sperando che la traduzione italiana, uscita il 2 gennaio, col titolo Una più uno, abbia rispettato lo stile della Moyes, che avevo apprezzato già con Io prima di te. La Moyes ha la straordinaria capacità di farti desiderare, già dopo pochissime pagine, di entrare nel suo libro e di vivere con i suoi personaggi, abbracciarli forte e sostenerli in tutti gli alti e bassi che vivono tra le pagine. È una scrittrice che scrive di empatie creando empatia. Sembra leggera, superficiale, ma poi ti va dritta nel cuore e ti commuove.

Una più uno è un libro per chi ama le storie che hanno dell’incredibile, ma che poi sono spudoratamente vere, le storie d’amore non ovvie, i lieto fine non scontati e i personaggi che ti fanno sinceramente ridere. È un libro dalla tenerezza sconcertante, delicato e allo stesso tempo divertente. Ci parla dell’importanza di fare parte di una tribù, di essere amati e di amare, perché da soli non abbiamo nessun senso.

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