La principessa sposa – William Goldman

Un libro per cuori rimasti bambini. Per appassionare alla lettura o per rinnovare questa passione.
La principessa sposa ti prende e non ti lascia più fino alla fine. Te lo sogni la notte. Buttercup, Wesley, Inigo Montoya, Fezzik.
Amore, avventura, azione. Tutto dentro un unico libro.
E poi già che ci sei, ti viene voglia di guardare anche il film. E a quel punto il tuffo nell’infanzia è totale e appagante.

Tornando al libro, mi ha fatto ridere l’ironia che, come un filo conduttore, ci accompagna per tutto il testo. E i personaggi che dentro si muovono perfettamente a loro agio. La stupidità di Buttercup, l’ossessione di Inigo, l’eclettismo di Westley.
Una pura e divertentissima presa in giro dei libroni di avventura seriosi e delle scene strappalacrime.

E poi le interruzioni del finto autore, le interruzioni dell’autore vero. La razionalità dello scrittore che ci avverte: la realtà è dura, muoiono le persone sbagliate. E poi la storia che lo contraddice. Perché il potere della narrazione è anche questo: sapere che la realtà e dura e, proprio per questo, decidere di plasmarla a modo proprio.
E l’ultima (un po’ infame, a dire il vero) beffa, con il lieto fine e che poi tanto fine non è.

Ho scritto solo un elenco delle cose belle di questo libro, perché davvero ce ne sono molte ed è inutile spiegarle. Vi posso solo consigliare di leggerlo.
Un libro che ti rapisce, che poi devi leggere in due giorni perché vieni ossessionato dalla curiosità di sapere che fine fanno questi strani personaggi.

Un libro che permette a quel poco di bambino che è in voi di prendere il sopravvento per qualche giorno e di accompagnarvi in questa dura realtà. Del libro, sì, e della vita.

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