La libreria del buon romanzo – Laurence Cossé

Per tutti i lettori appassionati e selettivi, questo libro è una piacevole passeggiata nel loro sogno più grande: una libreria dove si possono trovare solo i romanzi ‘di qualità’.

E per renderlo più accattivante, oltre alla descrizione della libreria, l’autrice dipinge il tutto con un po’ di giallo e un po’ d’amore.

Ivan, un povero libraio di provincia e Francesca, una ricca ereditiera, bellissima e raffinata, decidono di aprire “Al buon romanzo”. Una libreria particolare, che rifiuta le ultime novità, i libri da spiaggia, i libri dell’ultimo minuto e la saggistica; i librai prendono in considerazione solo romanzi. Quelli buoni, quelli di qualità. I grandi classici e qualche nuova uscita che si salva dal mucchio.

Una libreria che però ha troppo successo per poter vivere in pace; e cominciano strani avvenimenti…

Un po’ di giallo che non diventa mai tale, perché il cattivo viene sì scoperto, ma in un punto in cui la storia ha preso un’altra piega e ce ne importa un po’ meno.

E poi i protagonisti: il libraio dal passato misterioso, la miliardaria con gli occhi tristi, la giovane donna dall’infanzia difficile. E la nostra narratrice che si rivela solo alla fine. Rivelazione deludente, perché il giochino del narratore misterioso vuole aggiungere mistero al mistero, ma non riesce nello scopo. Si capisce subito chi è, e questo particolare avrebbe potuto essere chiaro fin dall’inizio senza intaccare minimamente la qualità del romanzo.

Come diranno quelli che accuseranno la libreria nel romanzo, anche noi potremmo dire che il libro è un po’ snob: chi è che si può prendere l’autorità di decidere quali siano o meno i libri di qualità? Alla fine lo stesso libro è farcito di stereotipi letti e riletti, ma con un punto in più: la passione per la letteratura. E questo, almeno per me, rende il romanzo migliore di tanti altri.

Il libro diverte e appassiona, non giudica mai il singolo che legge libri spazzatura, il tutto è inserito nel solito complottismo mediatico, nella volontà dei potenti di plagiare a proprio piacimento cultura e menti dei cittadini.

I personaggi sono ben costruiti e i suggerimenti letterari sono infiniti, per chi ha almeno la curiosità di andare poi a verificare se davvero i libri presenti nella libreria immaginaria siano di qualità o meno (si va da Nabokov a Tabucchi, mica pizza e fichi!).

Un libro che nonostante le arie che potremmo pensare si dia, può essere letto tranquillamente in spiaggia, perché è sì impegnato, ma non così tanto.

Un libro indipendente, nonostante si sprechino i paragoni con il ben più bello, appassionante e ‘di qualità’ L’eleganza del riccio. Confronti forse nati dal fatto che in Italia li pubblica la stessa casa editrice (E/O), che le autrici sono entrambi francesi e che tutte e due le storie sono ambientate a Parigi. Sia chiaro, tra i due testi c’è un oceano di differenze.

Un buon libro insomma, per chi vuole fare bella figura anche sotto l’ombrellone senza passare per il lettore della domenica.

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