Inés e l’allegria – Almudena Grandes

Obiettivamente i salti temporali all’interno di Inés e l’allegria, a un certo punto, hanno cominciato a destabilizzarmi. Troppi e improvvisi. Nella stessa pagina, senza spazi tra l’uno e l’altro. Confusi.

Ma a parte questo, il libro mi è piaciuto veramente tanto. Per entrambi i tipi di storie che ha raccontato, la storia d’amore di Inés e Galan e la Storia della Guerra civile spagnola e della resistenza.

Il fatto sostanziale è che se non vi piacciono le storie d’amore serene, prive di tormenti che siano frutto delle seghe mentali dei protagonisti, ma con tormenti generati da un preciso e drammatico contesto storico, è meglio non leggerlo.

Se non vi piacciono i lieto fine amorosi (per la Spagna non c’è lieto fine se non nel 1975 con la morte di Franco), non leggetelo.

I protagonisti si abbandonano all’amore senza nessuna remora, perché sono consapevoli di essere in balia di un destino molto più grande di loro e sanno che da soli proprio non ce la possono fare a sopportarne il peso. È un libro dai colpi di fulmine, molto fisico. Dove ci si innamora subito e si accetta l’altro così com’è. C’è una componente sessuale forte a dimostrare che fare sesso è così umano e così inevitabile che non se ne può fare a meno, anche durante la disfatta della Val d’Aran.

È una storia d’amore piena di storie d’amore. L’amore per la Spagna, innanzitutto, poi le donne, gli uomini, i figli. L’amore per la buona tavola, che unisce, divide e conforta. Peccato sfugga l’esatto momento in cui Inés comincia a saper cucinare e come è nato in lei questo amore. E sarebbe stato carino aggiungere, in appendice, un ricettario dei piatti che Inés prepara durante il libro, ma mi rendo conto che l’operazione sarebbe stata difficile in un libro che è di già quasi 800 pagine.

Voglio aggiungere che ho trovato un po’ noiosi i capitoli che parlano della dirigenza comunista spagnola, ma erano necessari per capire le azioni dei protagonisti e del perché questi uomini si ritrovano a invadere una valle spagnola senza che nessuno se ne sia mai accorto e senza che ne siano rimaste tracce…

Ci ritroviamo di fronte a una dirigenza di partito come ce ne sono anche oggi: uomini avidi, vili e troppo spesso incapaci di vedere qual è il meglio per tutti, occupati a seminare il proprio quadratino.

Io ve lo consiglio. Per studiare un po’ di storia spagnola e per innamorarsi insieme a Inés.

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