Il paese di Cuccagna – Matilde Serao

Un libro terribile come il peso del dolore ben leggibile tra le sue righe. Il libro della colpa, il libro del rimpianto. In una Napoli della seconda metà dell’ottocento le vicende della povera gente, della borghesia e della nobiltà si alternano e si incrociano. Vicende dolorose, vicende di povertà.
C’è un unico dio: il lotto. E la rovina avanza senza lasciare scampo, e la frenesia di poter guadagnare la fortuna che stravolgerà le vite proprie e degli amati, portandoli di colpa nel Paese di Cuccagna, lascia poco spazio anche alla ragione. Tutti i personaggi falliranno, istupiditi e malati. L’unico vincitore è quel governo che solo da Napoli prende ogni venerdì sedici milioni di lire. Quel governo appena nato e già sentito come un estraneo e per giunta ladro; un’idea di governo ancora viva e feconda nella città. Troppo sentimentalismo forse, ma se lo scopo della Serao era quello di parlare di Napoli, della sua gente e delle sue malattie, ci è perfettamente riuscita, e il sentimentalismo è tra i personaggi principali di questa bella città.

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