Cronache di un giorno importante

Il martedì sono arrivati i miei.
Confusione, cibo, mozzarelle.
Chili di melanzane e zucchine sottolio.

Poi ho ripetuto la presentazione della tesi a zia AnnaMaria, Carmen e Maria. Ma tutte, o quasi, dopo cinque minuti dormivano.

E mi sono svegliata il mercoledì mattina. E sono andata all’università. Ho abbracciato Valentina, l’ho vista discutere la sua tesi.

E poi ho aspettato.

Appena l’ho guardato in faccia ho capito.
Abbiamo chiacchierato. Ho riso. Ha detto che mi vedeva tranquilla.
Lo ero.

Ed è iniziata tutta la preparazione.

Rossella è venuta a prendermi alle 14.30. Per la prima volta puntuale.

Ci siamo fatte un sorriso e ci siamo fatte forza. Convinte di essere le prime.

E poi è finita che sono stata l’ultima del giorno a discutere.

I miei tesi. Zia pure. Carmen fotografava. Nunzia si commuoveva. Mariano e Andrea mi prendevano in giro. Silvia aspettava, come noi. Rossella giocava con la piccola Sofia. Stefano mi sorrideva.

E poi c’è stato il panico. I venti minuti più lunghi della mia vita li ho passati seduta su una sedia, rivolta verso il giardino. Con il vento in faccia. Mentre nel corridoio sentivo la voce di Vale e Nadia che ridevano con i miei.

È stata Rossella che mi ha abbracciato prima di entrare.

E mi sono ritrovata seduta. O meglio incastrata nel banchino dell’aula 14.
Il prof mi sorrideva. Io avevo pianto tre secondi prima.

E ho parlato, naturalmente.

E la mia tesi improvvisamente ha acquistato tutto il significato che non avevo ancora visto tra quelle pagine. E ha ritrovato il senso anche la dedica.

La presenza delle persone che mi vogliono bene era calda e rassicurante.

E mi sono portata a casa la mia laurea magistrale.
Con una dichiarazione di stima che mai dimenticherò. Con l’affetto di tutti. E il rumore dei miei tacchi mentre saltavo di gioia nel corridoio durante quei cinque secondi in cui mi sono ritrovata sola, subito dopo.

Qualche rosa rossa.

La frangetta troppo corta che ricrescerà. Il concerto dei REM all’arena di Verona.

E il libro di cucina campana di Maria.

Intanto finisco di leggere Un giorno perfetto della Mazzucco. Libro sublime.
Anche solo per il fatto che il giorno perfetto di cui si parla è il 4 maggio.

E da lunedì cominceremo a preoccuparci.

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