Aria di neve – Serena Venditto

Ariel si sveglia una mattina e scopre che la vita che credeva di aver vissuto fino a quel momento è ‘letteralmente’ scappata via. Passata l’incredulità, la rabbia e il machecavolo!, prende le sue cose, il suo dolore e le bozze dei romanzi che traduce e se ne va da un’altra parte.

L’altra parte è una casa in via Atri, nel centro di Napoli, dove vivono Malù, archeologa con la passione per i gialli, Kobe, un pianista giapponese e geloso, Samuel detto Magnum, italiano di Cagliari, nerissimo, che fa il rappresentante di articoli per gelateria, e Mycroft, il gatto. E io non posso dire niente a proposito di Mycroft, sono troppo gattara per parlare di lui, e finirei col parlare solo di lui, quindi vi basterà la quarta di copertina e il nome, poi accendete la curiosità (e magari leggetevi il libro). Ah sì… c’è anche un fantastico e improbabile vicinato: dalla professoressa Papararo, che interroga tutti quelli che entrano nel palazzo, a Teresa, la donna perfetta.

Insomma, la vita nella casa di via Atri è un po’ pazza, ma Ariel ha bisogno di questa ‘pazzaria’, di trovare dei nuovi equilibri, delle nuove abitudini, di trovare nuovi amici e nuovi amori e quindi diventa subito parte integrante di questo coloratissimo insieme. D’altronde anche lei è un po’ strana: un’italoamericana, traduttrice, col padre che lavora alla Nato, e che ha deciso di rimanere a Napoli…  

aria di neve

A un certo punto, mentre ogni cosa sembra aver trovato il giusto ordine, mentre le amicizie si rafforzano, i dolori passano e gli amori nascono, un fatto terribile va a sconvolgere le vite di tutti: un assassinio. Malù e Mycroft non potranno fare a meno di indagare e quindi interferire e collaborare con le indagini della polizia e tutti gli abitanti della casa, inevitabilmente, si troveranno coinvolti e dovranno affrontare orribili sospetti, un passato che vuole tornare ma che, appunto, è passato, e l’aria di neve, che è “quando sai che qualcosa accadrà no perché qualcuno ti dice, ma perché senti profumo diverso intorno a te”.

Aria di neve è carino, non “carino” perché lo voglio liquidare, ma carino davvero. Ben scritto, divertente, intelligente, con un po’ di dramma, un po’ d’amore, il mistero da risolvere e la vita che va avanti. Ho riso tanto e mi sono affezionata ai personaggi.  Lo leggi subito subito e ti lascia un buon sapore. Un buon sapore che che però ti fa desiderare di averne ancora. Ed è questo il difetto che ho trovato: troppo corto. 165 pagine; metà libro parla di Ariel e di come finisce in via Atri, l’altra metà dell’assassinio e delle indagini. L’arco temporale è di un mesetto o giù di lì. Secondo me c’era materiale per un libro molto più lungo e altrettanto piacevole. Ma forse lo dico solo perché mi sono divertita e volevo che non finisse subito.

E poi, questa, per i lettori pigri, per quegli amici che ci chiedono qualcosa da leggere ma che non sia troppo lungo che poimiprendelansia e nonhomaitempoperleggere, potrebbe essere una cosa buona.

Io credo che leggerò altro di Serena Venditto, questa simpatica scrittrice che ho incontrato a BookPride e che mi ha fatto anche la dedica. E intanto vi consiglio Aria di neve, un libro per chi ama i gialli, per chi ama i gatti, per chi ama Napoli e per chi ama ridere.

2 commenti su “Aria di neve – Serena Venditto

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